Tra le prime ASG elettriche disponobili sul mercato, la serie MP5 prodotta da Tokyo Marui, ancora priva di Hop Up registrabile era quella che, con prodotti come la MPL andavano per la maggiore tra i primi softgunner.
Con l’avvento di nuove repliche, dotate di caricatori maggiorati più capienti ed affidabili, di Hop Up regolabile e di tutte le novità tecnologiche del settore, la serie MP5 ha cominciato ad essere snobbata.
Case come Classic Army, G&G e Marui hanno prodotto nuove repliche di questa pistola mitragliatrice - sicuramente la più diffusa nelle diverse varianti, tra forze di polizia e reparti speciali - ma il costo non indifferente rapportato all’efficienza e alla capienza dei caricatori disponibili ha reso queste nuove repliche di scarso interesse.
L’avvento sul mercato delle repliche Low Cost, rende più appetibile – ed abbordabile – l’acquisto di una MP5.
La disponibilità di caricatori accoppiati dalla capacità di 500 colpi e di batterie potenti e performanti quali le LIPO, contribuiscono a rinnovare la validità di una replica compatta, leggera e versatile.
In questa occasione, parliamo della MP 5 Cyma, che ci è stata fornita da STC SOFTAIR, nostro inserzionista.
NOTIZIE GENERALI SULL'ARMA VERA.
Al termine della II Guerra Mondiale, non tutte le modernissime e innovative armi prodotte dalle fabbriche tedesche sono finite nelle mani dei vincitori, come è stato per i fucili della serie STG 44 (da cui è disceso il noto AK 47).
Alcuni progettisti tedeschi, rifugiati in Spagna, hanno proseguito i loro studi presso la fabbrica d’armi spagnola CETME sviluppando la produzione di armi caratterizzata dall'impiego dello stampaggio della lamiera d'acciaio, molto più economica della lavorazione dal pieno.
Le armi prodotte dalla CETME, progenitrici dei più noti fucili G3 della H&K, utilizzavano per la chiusura dell'otturatore, il meccanismo a rulli.
In queste armi, allo scopo di ritardare l’apertura dell’otturatore dopo lo sparo ed evitare la fuga dei gas di combustione, due piccoli rulli sono inseriti lateralmente all'otturatore.
I rulli, quando l’otturatore è chiuso, si spostano lateralmente, verso l’esterno, innestandosi in corrispondenti recessi presenti sul receiver.
Allo sparo, i rulli oppongono una certa resistenza all’arretramento dell'otturatore ma, alla fine, rientrano nel corpo dell'otturatore il quale, ora libero di arretrare, scorre all’indietro espellendo il bossolo sparato.
Poi, spinto in avanti dalla molla di recupero, l'otturatore ritorna in chiusura estraendo una nuova cartuccia dal serbatoio ed inserendola nella camera di scoppio.
Tale meccanismo - che si è dimostrato efficace per la potente cartuccia 7.62 NATO - è stato riutilizzato anche per la produzione della Pistola Mitragliatrice MP5, camerata in calibro 9mm Parabellum.
La MP5 ha acquisito notorietà in occasione dell'assalto dei SAS (Special Air Sevice) Britannici all’ambasciata Iraniana a Londra.
L'arma, nel tempo, ha subito modifiche ed aggiornamenti, in particolare dopo essere stata dottata anche dai reparti speciali americani: RIS, RAS, accessori modulari, l’hanno resa adeguata alle più recenti necessità operative.
Anche il calibro, il non proprio performante 9mm Para, su alcuni esemplari è stato rimpiazzato dal più potente e veloce 10mm auto.
Courtesy www.ramtek.com
La MP5, nonostante l’avvento di nuove armi compatte con munizionamento piccolo e, comunque, potente, è utilizzato ancora numerosi reparti di polizia SWAT e militari.
Courtesy www.pspd.com
LA REPLICA CYMA
La casa cinese Cyma ci sta ben abituando con la sua nuova produzione di ASG, caratterizzate dall'impiego massiccio di metallo e plastiche di qualità.
Anche la MP5 - prodotta nelle versioni J, Ras e A4 - si allinea con il nuovo standard Cyma: replica accattivante, potente (anche troppo, dato che sfora abbondantemente il canonico Joule), precisa.
Il peso e la sensazione che trasmettono plastica e metallo, nonchè la stabilità del calciolo telescopico, conferiscono un feeling di Real Steel.
HOP UP
La finestra dell'otturatore scarrella, spinta indietro dal manettino d'armamento, e scopre il cursore per la registrazione dell'Hop Up.
Azionare il cursore non è del tutto agevole, data l'esigua dimensione del cursore e la mancanza di un vero e proprio risalto a favore di un piccolo recesso, ma la regolazione risulta precisa e stabile.
Peraltro, mentre scriviamo, la Cyma ha messo in commercio la replica equipaggiata di meccanismo di scarrellamento del finto otturatore abbinato al ciclo di sparo.
ROMPIFIAMMA
Il rompifiamma, del tipo usato sugli MP5 Navy e sui PDW, è di metallo, molto resistente. Si smonta sganciando l'apposito meccanismo a scatto; sotto vi è il classico frontalino MP5, con filettatura M14 sinistrorsa, ricoperta da una ghiera godronata, che consente il montaggio di accessori quali silenziatori e rompifiamma di tipo e forma diversa.
SMONTAGGIO DA CAMPAGNA
Come le repliche di casa G&G, anche la MP5 Cyma, si distingue per la facilità e rapidità di smontaggio: basta sfilare due perni, quello che trattiene il calcio e quello che trattiene il receiver inferiore a quello superiore e il gruppo "pistola", completo di meccanica e motore, si sfila dal receiver superiore.
Chi ha smontato MP5 della serie Marui o i primi prodotti dalla Classic Army, ricorderà quanto difficile era raggiungere il Gear Box.
Il tubo metallico che si vede sopra il Gear Box è l'asta guidamolla della molla di recupero dell'otturatore.
Rimosso il tappo della grip, il motore, le viti che trattengono al GB la grip motore e le leve del selttore unite dall'aberino passante, l'estrazione del Gear Box è operazione facilissima.
Nell'apertura del Gear Box, va posta attenzione alla vitina della leva della sicura meccanica, quella che blocca il grilletto all'interno del gear box.
Infatti, in questa replica, la vitina è all'esterno. Per aprire il gear box, è necessario rimuoverla, altrimenti si rischia di spezzare la levetta della sicura.
Le boccole montate sul gear box dello MP5 Cyma sono di metallo da 7 mm di diametro e sono caratterizzate dalla presenza sul lato interno di una serie di recessi il cui scopo è quello di lasciare filtrare del lubrificante e mantenere unti gli alberini degli ingranaggi.
Gli ingranaggi sono quelli consueti, presenti ormai su tutte le Low Cost, di metallo ferroso.
Sul settoriale è montato il nottolino di diametro magiorato, grazie al quale il problema dei colpi a vuoto che ha sempre afflitto i fucili della serie MP5 e che sono sempre stati addebitati al mal funzionamento dei caricatori da 200 colpi, è risolto.
Il grasso, di colore verde semitrasparente, abbonda.
Lo spessoramento, specialmente quello dell'ingranaggio conico, va rivisto.
Il guidamolla con cuscinetto reggispinta, la molla di acciaio durissimo e la perfetta tenuta del gruppo aria, fanno erogare a questa ottima interpretazione della MP5, l'esuberante energia di 1,4 Joules con pallini da 0.25 grammi High Grade Marui.
Il depotenziamento della replica è obbligatorio, se la si vuole impiegare in game.
La raffica ottenuta con batteria LIPO da 11,1 volts inserita nell'astina anteriore, è di tutto rispetto: circa 1050 colpi al minuto e il caricatore di serie da 200 colpi, non ne perde uno!
CONCLUSIONI
L'amante della MP5, con questa economica replica prodotta dalla Cyma, si può togliere la soddisfazione di affrontare ad armi giocatori "armati" dei consueti e scontati fucili della serie Colt.
E' necessario depotenziarla, rivendendo lo spessoramento dell'ingranaggio conico e, come al solito, è pure necessario dare una energica pulita alla canna, intrisa di grasso.
Con questi pochi interventi, che il facile smontaggio del fucile rende agevoli anche a persone poco esperte, la MP5 Cyma diventa una vera e propria replica da combattimento, ravvicinato e non, sia con i classici caricatori da 200 colpi che con i più nuovi e capienti caricatori da 500 colpi, dal funzionamento impeccabile e dal costo contenuto.
A seguire, una recensione dell'impiego pratico della MP5 Cyma, a cura di Stefano "Kraven" Galuppi: LINK ALLA PROVA SUL CAMPO